Quali sono i depositi più estesi al mondo, e cosa contengono?

Centro di smistamento Amazon.

Su Amazon è stato detto tutto e il contrario di tutto: il miglior posto dove lavorare o il peggior posto dove lavorare? Il colosso che ha rivoluzionato il mondo dell’editoria o quello che l’ha rovinato? Una mano santa per chi odia girare per negozi o la rovina degli stessi?

Gli aspetti controversi sono molti ma una cosa che non si può negare sono le dimensioni e l’insolito metodo di organizzazione dei suoi depositi, il cosiddetto “random storage” o “chaotic storage”.

In pratica la merce non viene affatto organizzata, viene semplicemente posta sul primo scaffale libero e poi memorizzata da un sistema computerizzato grazie ai codici a barre. Quando un ordine arriva, l’allenatissimo dipendente Amazon di turno non ha che da azionare il suo sistema gps – che calcolerà la via più breve – e raggiungere il nostro acquisto in un’infinita caccia al tesoro.

Si stima che un lavoratore percorra in media fino a 25 km al giorno! Molto dispendio di energia fisica e assai poco di energia mentale.

I vantaggi di questo tipo di organizzazione apparentemente contro-intuitiva sono una quasi azzerata formazione del personale, una diminuzione degli errori e un migliore sfruttamento dello spazio. E ora che Amazon ha brevettato e sta testando le consegne con i droni, è plausibile pensare che presto si inventerà un modo per rimpiazzare anche questo minimo intervento umano…

Per tornare ai numeri, il più grande centro di smistamento in Italia occupa 60.000 metri quadrati e un altro di dimensioni uguali sta per essere inaugurato. Nel mondo ci sono più di un’ottantina di questi centri. E questo per quanto riguarda lo spazio fisico, ma lo spazio virtuale? Beh, sappiate che Amazon ha circa 450.000 server sparsi in 7 diversi centri data nel mondo.

La prossima volta che cliccherete su “acquista” rivolgete un pensiero di incoraggiamento a chi dovrà farsi una scarpinata per recuperare il vostro libro.

Il deposito di tutti i semi del pianeta.

Si chiama Svalbard Global Seed Vault e, come dice il nome, è il più grande deposito mondiale di semi. Il suo scopo è “ fornire una rete di sicurezza contro la perdita botanica accidentale del “patrimonio genetico tradizionale” delle sementi” (fonte).

Questa camera di sicurezza, che ora contiene più di 930.000 tipologie di semi provenienti da tutto il mondo (ma può arrivare a contenerne fino a 2,5 miliardi), si trova nell’arcipelago delle Svalbard, 100 mt all’interno di una montagna, sotto uno strato di permafrost che fa da freezer naturale. Al riparo da umidità e da potenziali inondazioni. Questo almeno in teoria, perché pare che gli ultimi stravolgimenti climatici stiano sciogliendo il permafrost, causando qualche infiltrazione d’acqua e non pochi grattacapi a chi si occupa di salvaguardare questo tesoro biologico. 

Ora, se da una parte è rassicurante sapere che esiste questa banca dei semi, dall’altra viene da chiedersi cosa sa chi l’ha voluta che noi non sappiamo…

Cimitero di Almundena.

Certo, parlare di “deposito” riferendosi a un cimitero potrebbe suonare offensivo o addirittura blasfemo, ma di fatto si tratta di custodire per lungo tempo qualcosa che occupa spazio e, nel caso di questi tre cimiteri, parecchio spazio.

Il cimitero di Almudena a Madrid ospita circa 5 milioni di tombe, e visto dall’alto offre uno spettacolare colpo d’occhio.

Stessa stima di persone sepolte e 6 km2 di estensione per il più grande cimitero islamico, il  Wadi Al-Salaam in Iraq.

E una menzione d’onore, per la bellezza oltre che per la dimensione, la merita anche il cimitero di Skogskyrkogården (che sta per Cimitero del Bosco). Si trova a Stoccolma ed è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, si estende su una superficie di 96 ettari ed è stato progettato dall’architetto Gunnar Asplung in modo da rispettare il bosco e l’area naturale in cui si trova. Stoccolma val bene una visita al cimitero!

 

Immenso e infinitesimale, il massimo della capacità di archiviazione nello spazio più piccolo immaginabile: l’atomo. A questo stanno lavorando i cervelloni di IBM, lo sviluppo di un hard disk che contiene un bit di informazione per ogni atomo (attualmente 1 bit richiede 100.000 atomi di “spazio”). I vantaggi di questo risultato sono ovviamente dispositivi sempre più piccoli e capienti, si stima che in uno spazio grande quanto un francobollo si potranno archiviare tutti i libri scritti nella storia dell’umanità, letteralmente l’intero scibile umano.

 

Sempre rimanendo in tema di cose piccole che contengono una montagna di roba… vogliamo parlare delle borse delle donne?
Chi non si è mai chiesto perché qualche illuminato stilista non crea una borsa che ti fa trovare le chiavi all’istante? O il telefono quando suona? Beh pare che qualcuno finalmente ci abbia provato! Pratica sembra pratica, a voi il giudizio estetico.

E voi? Avete qualche altro esempio di deposito estremo?

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